Meno armi da fuoco nelle rapine in banca
Il tema non riguarda ovviamente il fenomeno delle armi da fuoco legali. Ma la notizia di un calo delle rapine in banca ci informa anche sul cambiamento degli strumenti usati dalla criminalità per compiere queste azioni. Meno armi da fuoco e più strumenti da taglio.
Così riporta un articolo pubblicato su www.repubblica.it.
CROLLANO LE RAPINE IN BANCA, -27%
di ANDREA GRECO
MILANO - Sarà pure un anno tra i più neri per gli italiani, con nuove povertà che affiorano e crescenti tentazione di darsi al crimine. Ma nel 2008 le rapine in banca - fattispecie per cui l'Italia è ai vertici europei - sono in deciso calo. Merito, sostiene l'Abi che affilia gli istituti, della maggiore collaborazione tra bancari e forze dell'ordine, e dei cospicui investimenti in sicurezza approntati dagli operatori.
Così nei circa 30mila sportelli domestici le rapine scendono del 27,3% (rispetto al 2007) a 2.160, con un bottino medio ridotto a 20mila euro, cifra tra le più basse del decennio. I dati sono stati raccolti dall'osservatorio Ossif (Abi). In netta diminuzione anche l'indice di rischio, che enumera le rapine ogni 100 sportelli: è passato da 9,1 a 6,4 (-29,3%), il valore più basso dal 1998.
"La sicurezza di cittadini e dipendenti - ha detto il direttore generale dell'Abi, Giuseppe Zadra - è fondamentale per il nostro settore, che negli anni ha moltiplicato sforzi e investimenti per rendere sempre più protetti e sicuri gli sportelli. L'impegno sta dando i frutti, come mostra il sensibile calo delle rapine nel 2008. Ma per contrastarle ulteriormente bisogna continuare a lavorare per ridurre l'ampio uso di contante che caratterizza l'Italia, recuperando il ritardo nell'utilizzo di strumenti di pagamento elettronici".
È noto che ai malintenzionati fa gola il denaro, e che tutti gli italiani lo usano con passione a scapito di bonifici, credit card e altri sistemi alternativi. Per le banche, oltre che di sicurezza, è anche un fatto di costi, dato che la gestione dei contanti è nettamente la più cara.
I "colpi" sono diminuiti in 17 regioni su 20. La discesa più ampia si registra nel Lazio (-50,8%, da 388 a 191), ma scendono anche Lombardia (-19%, da 711 a 576), Piemonte (-20,5%, da 205 a 163), Veneto (-35,7%, da 129 a 83), Emilia Romagna (-40%, da 340 a 204), Friuli Venezia Giulia (-45,8%, da 24 a 13), Liguria (-44%, da 93 a 52), Sardegna (-42,3%, da 26 a 15). La Valle d'Aosta, con un solo episodio rispetto ai due del 2007, si conferma la migliore; in controtendenza solo Basilicata (con 13 rapine da 10), Marche (100 da 86) e Umbria (43 da 39).
Le modalità operative non cambiano: il 58% delle rapine dura meno di tre minuti, l'84% è opera di due persone. Le armi più usate sono coltelli e taglierini (61%), mentre si riduce l'uso di armi da fuoco (14,8% nel 2008, era il 26,2% nel 1998). Aumentano, invece, i reati messi a segno con le sole minacce (18%). Un quarto delle rapine si compie di venerdì, e il 71% nella fascia tra le 11 e le 13,30. Ieri i banchieri e il prefetto di Roma hanno firmato il nuovo protocollo sicurezza, che rinnova quello dell'anno scorso, adottato in 87 province. Le banche investono sempre più in sicurezza: oltre 700 milioni l'anno scorso, somma ben superiore ai 43 milioni rapinati (-24%).
(9 giugno 2009)