Uccide nonostante i controlli.

Savona, 13 luglio 2009. Notizie di cronaca su un omicidio - suicidio nonostante provvedimenti preventivi.
Leggiamo da un articolo pubblicato sul Secolo XIX:
"La minacciò, gli tolsero le armi
Il padre: «Tutto inutile»
Quattro colpi letali. Doveva essere l’ultimo appuntamento della loro storia d’amore, perché lei aveva deciso di lasciarlo.

Invece è stato un incontro fatale con quattro colpi al petto e alla testa di lei e poi il suicidio. Perché lui, per nulla disposto a farsi da parte, prima l’ha uccisa sparandole e poi si è tolto la vita. La tragedia è avvenuta a Savona e ha avuto come protagonisti Roberto Tobia, 61 anni, imprenditore, e Miriam Tambaro, 33 anni, madre di un bimbo, entrambi savonesi. L’appuntamento era fissato per domenica pomeriggio e quando i familiari non hanno visto rincasare la donna ne hanno denunciato la scomparsa. Ieri, verso le 22, la tragica scoperta fatta dal padre di lei: i corpi senza vita giacevano sull’auto dell’omicida-suicida, parcheggiata vicino all’ospedale San Paolo.
Gli inquirenti e i familiari li cercavano da domenica «Si sospettava. Lo temevamo un gesto del genere soprattutto dopo aver letto le agende di quell’uomo, ma abbiamo sperato fino alla fine che si concludesse positivamente». È rinchiuso in queste poche parole degli inquirenti la delusione e la rabbia per non essere riusciti a intervenire in tempo. Vista la dinamica, probabilmente, tutto sarebbe stato inutile. Roberto Tobia avrebbe freddato Miriam già domenica sera, prima di suicidarsi. La macchina investigativa si era messa in moto immediatamente dopo la denuncia di scomparsa della giovane madre. Ieri mattina alle 8 una pattuglia del nucleo radiomobile della compagnia di Savona si era già presentato in procura per ottenere il permesso all’esame dei tabulati del telefono della ragazza, ma le ricerche di Miriam Tambaro avevano coinvolto molte persone in città . La sua fotografia e la sua descrizione era in mano di zii e cugini e dei loro colleghi di lavoro. Insomma l’assenza di Miriam da casa non era passata inosservata. utt’altro.
I familiari «Non era abituata a gesti del genere - hanno raccontato - E poi da pochi giorni aveva ospitato casa un bimbo ucraino in un progetto di solidarietà, dal quale non si staccava mai». Insomma tutta una serie di indizi che avevano portato a non sottovalutare quella scomparsa. Con il massimo riserbo, ma con altrettanta attenzione i carabinieri avevano svolto ricerche. Fino ad arrivare ad identificare il possibile posto dove si sarebbe trovato il telefono di Miriam. Una collocazione che alla luce della scoperta di ieri sera risulterebbe completamente sbagliata. Ma in quel posto quasi certamente oggi i militari andranno a cercare il telefono della donna.L’epilogo con cinque colpi partiti da una calibro 38 non denunciata che non hanno lasciato scampo.
La vicenda - E’ il tragico epilogo di una relazione sentimentale diventata “impossibile” tra un noto ex imprenditore, grossista di carburanti, di 61 anni Roberto Tobia, e Miriam Tambaro, 33 anni, madre di un bimbo di sei anni, commessa in un panificio. La loro relazione era stata caratterizzata da vari dissapori tanto che il padre della ragazza (è stato lui a scoprire nella tarda serata di lunedì la tragedia) temeva da tempo “qualcosa di terribile”. Miriam Tambaro aveva deciso tempa fa di chiudere la relazione, la Tobia non ha accettato questa scelta. E come spesso accade. in una sorta di concezione “possessoria” della donna, della compagna, ha deciso di farla finita con un cliché classico e tragico delle relazioni uomo-donna: o cone me o con nessun altro.
L’agenda rivelatrice. E’ stata la scoperta dell’agenda dell’uomo, come anticipato da Il Secolo XIX oggi in edicola nell’edizione di Savona e nella cronaca nazionale, a confermare quanto gli inquirenti sospettavano dopo il ritrovamento dei corpi e quanto il padre della ragazza temeva. La coppia era “sparita” donmenica pomeriggio. «L’ho cercata tutto i giorno, ho visto la macchina parcheggiata davanti all’ospedale, Miriam era sul sedile posteriore...». Una scoperta schoccante per il genitore. Sull’agenda scoperta dai carabinieri Tobia aveva annotato i suoi pensieri, ma anhe aspetti che possono fare pensare a una premeditazione e non al gesto seguito a uno scoppio d’ira, di fronte al no della donna a riprendere la relazione.
Le minacce e il sequestro delle armi deciso dalla Procura, per l’omicidio suicidio usata una pistola non denunciata Roberto Tobia aveva già mostrato segni di instabilità, la Procura della Repubblica, infatti, aveva emesso un provvedimento di sequestro delle armi in suo possesso a seguito di una querela per minacce e maltrattamenti presentata proprio da Miriam Tambaro. Poi la ragazza aveva rimesso la querela e il provvedimento era rientrato.
(Giovanni Ciolina-Alberto Parodi)