Omicidio suicidio a Roma con un'arma sottratta a una guardia giurata
Roma, 23 settembre 2009
Un fatto recente ripropone il problema della sicurezza della conservazione delle armi da fuoco da parte delle persone autorizzate alla detenzione.
Un gesto premeditato, forse covato da tempo da parte di un giovane romeno di 23 anni che ha ucciso ieri un uomo polacco di 38 anni in un appartamento del quartiere Tiburtino III, periferia est di Roma. I carabinieri della compagnia Montesacro confermano che quanto avvenuto e' un caso di omicidio-suicidio, forse a sfondo omosessuale. Durante la notte la Scientifica ha proseguito il lavoro all'interno dell'appartamento di via Mammuccari. A differenza di quanto emerso in un primo momento, gli inquirenti affermano che tra i due non ci sarebbe stata una lite ma il giovane romeno avrebbe sparato all'altro uomo mentre era sdraiato sul letto matrimoniale, che condivideva con il romeno, a guardare la televisione fumando una sigaretta. Dopo questa vera e propria esecuzione, messa in atto con una pistola rubata il giorno prima ad un amico guardia giurata, Sava si e' sdraiato accanto al corpo dell'amico e si e' sparato un colpo in bocca.I carabinieri hanno ascoltato a lungo il compagno di appartamento, che ieri sera rientrando in casa ha fatto la tragica scoperta: al momento non si esclude la pista passionale. In base a quanto riferito dalla madre del giovane romeno agli inquirenti, anche il padre sarebbe morto togliendosi la vita.
Ansa