Assistente della polizia penitenziaria si suicida a Monza
I sindacati: è il 13° suicidio di guardie carcerarie in due anni
Monza, 27 settembre 2009
E' il tredicesimo caso in due anni di suicidio di guardie carcerarie, quello avvenuto la notte scorsa a Monza, dove un assistente capo di polizia penitenziaria, di 38 anni, in servizio presso la Casa Circondariale brianzola si è tolto la vita sparandosi con un colpo al petto in caserma. Lo rende noto la Uil Pa della polizia penitenziaria.
“Non si può nascondere che i poliziotti penitenziari operino costantemente in situazioni di grande disagio, oberati da carichi di lavoro e turni insostenibili – ha detto il segretario generale dell’organizzazione Eugenio Sarno – Da tempo denunciamo, inascoltati, la rabbia, la frustrazione, la demotivazione e la depressione del personale”.
“L'effetto burn-out tra i poliziotti penitenziari è una forma di disagio professionale protratto nel tempo e derivato dalla discrepanza tra gli ideali del soggetto e la realtà della vita lavorativa – Per questo riteniamo, e lo ribadiamo oggi con forza, dopo la tragedia di Monza, che l’istituzione di appositi Centri specializzati in grado di fornire un buon supporto psicologico agli operatori di Polizia garantendo la massima privacy a coloro i quali intendono avvalersene, possa essere un’ occasione per aumentare l’autostima e la consapevolezza di possedere risorse e capacità spendibili in una professione davvero dura e difficile”. (Da Gazzetta del Mezzogiorno)