Ragazzo a scuola con la pistola dl padre
Santeramo in Colle (Ba), 21 ottobre 2009 - «A scuola non si portano i giocattoli. Te la sequestro». Ma la pistola presa in consegna dall’insegnante di arti figurative era vera, e con il caricatore pieno: otto cartucce. Non poteva immediatamente sparare solo perchè lo studente dodicenne che l’aveva sottratta al padre per mostrarla ai compagni di classe non aveva messo il colpo in canna. Particolare non da poco vista l’incapacità della professoressa di distinguere un’arma vera, da un giocattolo.
Per alcuni minuti un’aula del secondo anno della scuola media Francesco Netti di Santeramo in Colle – paese della Murgia a una trentina di chilometri da Bari – ha avuto un insegnante-aggiunto: l’intraprendente ragazzino figlio di un contadino il quale ha accentrato su di sè l’attenzione degli amichetti contro i quali, per gioco, ha puntato la pistola calibro 6,35. L’insegnante di disegno, accortasi che la classe non seguiva le sue spiegazioni ma guardava altrove, si è fatta così consegnare dal 12enne la pistola pensando che si trattasse di un giocattolo. L’arma, infatti, è leggera e di dimensioni minute, e il suo occhio inesperto l’ha scambiata facilmente con un oggetto da gioco.
Che si trattasse, invece, di qualcosa di diverso, con potenzialità letali, lo ha accertato poco dopo un docente di matematica che era in una classe adiacente. Richiamato dal trambusto, l’insegnante si è portato nell’altra classe e dopo aver capito che quella tolta al ragazzo era un’arma, tra tante cautele l’ha trasportata nella presidenza. La 6,35 è stata così rinchiusa in cassaforte sino all’arrivo dei carabinieri che l’hanno presa in consegna e hanno convocato a scuola il padre dello studente-pistolero.
Nel confronto con il padre, a quanto si è appreso, il dodicenne non sarebbe apparso pentito: avrebbe chiarito che lo scopo era solo quello di vantarsi. Il genitore è stato denunciato per omessa e incauta custodia di armi (aveva dichiarato il possesso della pistola per la quale è sprovvisto di porto) nonchè per la detenzione illegale di un fucile da caccia sequestrato nella sua residenza. I carabinieri della Compagnia di Altamura e della Stazione di Santeramo in Colle stanno anche accertando come sono state utilizzate 60 munizioni della pistola che non sono state trovate. I militari hanno infine informato dell’accaduto il Tribunale per i minorenni di Bari che valuterà se far seguire il ragazzino dai servizi sociali.
La Gazzetta del Mezzogiorni, 21 ottobre 2009