Strage in Inghilterra. La severa legge sulle armi non è stata in grado di evitarla.

Cumbria, 2 giugno 2010. Dodici persone sono state uccise e altre 25 ferite da un uomo che ha aperro il fuoco in diverse località del nord ovest dell'Inghilterra. Si tratta della più grave strage di questo genere compiuta nel Paese dal 1996.

L'uomo, Derrick Bird, ha agito nelle località di Whitehaven, Seascale e Egremont, nella regione rurale del Lake District, nella contea di Cumbria, circa 560 chilometri a nord ovest di Londra. Il massacro è cominciato a Duke Street, a Whitehaven, alle 10.35 ora locale, quando in Italia erano le 11.35. Un testimone, Peter Watson, ha raccontato alla polizia di aver visto un corpo a terra in mezzo alla strada circondato dalla polizia. Secondo la polizia della contea, il corpo del presunto omicida, 52 anni, tassista, divorziato e padre di due figli, è stato rinvenuto in un bosco nei pressi della località di Boot intorno alle 13,40 locali: accanto al cadavere è stata trovata un'arma. Chi conosceva l'autore della strage lo descrive di carattere pacifico.
Intanto il bilancio della strage è pesantissimo: 12 morti e 25 feriti, di cui tre ricoverati in condizioni critiche. Questo genere di stragi è rara in Gran Bretagna dove il controllo sulle armi è molto rigido. Nel 1987, un uomo aveva ucciso 16 persone a Hungerford, in Inghilterra, e nel 1996, 16 bambini e un insegnante erano stati uccisi in un asilo di Dunblane, in Scozia. Da allora varie fonti riferiscono un aumento della violenza soprattutto con armi da taglio e le leggi repressive in materia di armi non paiono un modello sicuro per prevenire atti violenti.