Svizzera; le armi d’ordinanza dell'esercito continueranno ad essere conservate a casa.

25 febbraio 2009. Sulla base di un «documento interlocutorio» del DDPS, il Consiglio Federale ha discusso mercoledì il principio della custodia al domicilio dell’arma d’ordinanza.

Il Governo federale ha deciso di non rinunciare alla custodia al domicilio dell’arma di servizio, ma ha dato ordine di sottoporre a verifica diverse possibilità di ottimizzazione.
Anche in futuro i militari svizzeri dovranno custodire la propria arma di servizio al domicilio. Il Consiglio federale non intende rinunciare al principio della custodia al domicilio dell’arma d’ordinanza. Questa decisione è stata adottata dal Governo federale mercoledì, al termine della discussione attorno al documento di base sottoposto dal consigliere federale Ueli Maurer. Tale cosiddetto «documento interlocutorio» è stato allestito sulla base di un rapporto presentato alla fine del 2008 all’ex consigliere federale Samuel Schmid, allora capo del DDPS, dal gruppo di lavoro «Armi di ordinanza», gruppo di lavoro istituito dallo stesso Schmid nel dicembre 2007 con l’incarico di esaminare tutti gli aspetti militari, giuridici, istituzionali e sociologici legati alla questione dell’arma d’ordinanza.

Il Consiglio federale ha incaricato il DDPS di sottoporre a verifica alcune possibilità di ottimizzazione:
miglioramento degli strumenti volti a determinare il potenziale di violenza dei giovani sottoposti all’obbligo di leva affinché non siano rilasciate armi a persone a rischio;
obbligo per i quadri dell’esercito di segnalare le persone che denotano un potenziale di violenza o un’inclinazione al suicidio. Elaborazione di esami, test e interrogatori che forniscano gli elementi per stabilire se alla persona segnalata debba essere sottratta l’arma;
ulteriori possibilità di deposito per le armi d’ordinanza. I militari dovranno comunque garantire l’adempimento dei rimanenti obblighi militari quali il tiro obbligatorio e l’entrata in servizio con l’equipaggiamento completo;
obbligo di presentare un permesso d’acquisto di armi quale precondizione per la cessione in proprietà dell’arma dopo il proscioglimento dagli obblighi militari e per la consegna in prestito dell’arma d’ordinanza nel quadro del tiro fuori del servizio;
divieto per i giovani tiratori di custodire le armi al domicilio.

Alcuni giorni fa l'iniziativa popolare "per la protezione dalla violenza perpetrata con le armi" stamane era stata consegnata alla Cancelleria federale a Berna sostenuta dal Partito socialista, dai Verdi, dal Gruppo per una Svizzera senza esercito.