Opinioni sulle armi
Inviato da Carlo Clerici il Ven, 02/27/2009 - 14:20
Il sito www.ricercawar.com stimola anche opinioni sulle armi. Suo oggetto è la ricerca scientifica e il contributo che le scienze mediche e psicologiche possono dare ad un problema spesso alla ribalta delle cronache. In questa sezione saranno ospitate opinioni di ogni provenienza. La sfida per chi desidera intervenire sarà contribuire ad un dibattito costruttivo. Gli interventi verrano pubblicati solo se rispettosi delle consuete regole di educazione.
caduta delle difese
Sposto in questa sezione il commento postato da Anonimo oggi alle 12.30
Certamente si vive nella violenza ma si dovrebeb avere costruito nell'arco dei tempi delle difese ing rado di fermare i gesti soprattutto quando questi portano a fare uso di armi da fuoco. Anche ieri la stampa ci riporta un padre che spara al figlio e poi, per non correre dubbi che possa salvarsi, visto che ha centrato la testa pensa bene di accoltellarlo. Non vuole affidarsi alle psote con una lettera ma fa una raccomandata. Il cadavere del bambino fa coppai con quello del apdre che si suicida e la stampa intinge i biscotti entrarndo nella vita nella trama nelle zone di lcue e di ombra del povero assassino che fa parte della schiera di eprsona che pensa che le ragioni si affermano non con le parole e con i ragionamenti ma con la battaglia con il sangue con la morte. Dio è grande e ci pensa lui a tutto. Una logica che ci fa vedere come i processi metnali non passano dalle emozioni gestite e controllate ma passano dal ON oFF, tutto o nienete, Sarà mio e non sarà di nessuno. E' una logica che ritroviamo quotidianamente sui giornali e che ci assimiliamo a nostra insaputa. Anche il vescovo negazionista in partenza per l'inghilterra minaccia il cronista con un pugno o lo assesta realmente. Insomma a perdere le staffe non ci vuole molto: ma la prevenzione, la prevenzione della violenza, la prevenzione dell'uso delle armi...ne avete mai sentito parlare ? Non ricordo. Mai letto. Mai visto. Ricordo invece che fin da bambino avevio la rivoltella di plastica, il fucile che sparava i tappi. ricordo el armi che mi aspettavano appena fuori dalla culla quando ancor ami reggevo a fatica in peidi e oggi mantengono ancora un grande fascino. Chi vuole cancellare i sogni dei bambini. Cancellarli no Ma indirizzarli SI. Comincuiamo a non regalare ai bambini armi e affini.....HO VISTO ANCHE FALSE BOMBE A MANO E POI CI SI MERAVIGLIA SE DA GRANDI SI LANCIA QUALCHE MOLTOTV? Perdonateci ci e' stato isnegnato a da mamma e papà.
Scuola
Commento spostato in questa sezione
Inserito da Anonimo il Ven, 02/27/2009 - 12:38.
Dove è la scuola ? dove sono i genitori, dove vanno gli insegnanti.
Armi e affini sono verametne diventati un corollario della stampa, della cronaca, dei romanzi molto diffusi i trilling e della televisione dove polizieschi di falsa veste scientifica popolano e tengono banco. Ancora non ci hanno trasmesso la buona usanza di tenerle sotto il coscino o nel cassetto del comodino da notte di cara memoria fine '800 ma ci arriveremo presto. Famiglia e scuola dovrebbero interrogarsi........... già ma siamo in crisi economica la scuola stringe la cinghia, la famiglia vorrebbe ma aspetta e l'educazione si fa nebbia in val Padana
ieri
però il fatto di ieri, di cui mi sembra parliate, anche se riguarda la cultura della violenza non c'entra con la detenzione legale di armi.
credo siano mondi diversi.
notizie inquietanti
ho letto un vostro comunicato e poi un vostro lavoro scientifico sui suicidi fra le guardie giurate. è una cosa molto inquietante. mi stupisco di come se ne parli pochissimo.
Piero
Commenti sul rischio di abuso di armi
Riceviamo e volentieri pubblichiamo il commento di un operatore del settore della sicurezza:
Ho letto e mi riferisco a quanto riportato su:
http://www.scribd.com/doc/16191717/Porto-dArmi-e-Sicurezza-Quale-Diagnos...
Porto d'Armi e Sicurezza Quale Diagnosi Per La Valutazione Del Rischio Di Abuso Di Armi Da Fuoco.
È piuttosto elementare che in uno Stato che non sia una “repubblica delle banane” il rilascio per la detenzione o per il porto di uno strumento micidiale come armi da sparo, con cui una persona può recare danno ad un'altra fatalmente, sia valutato con massimo rigore da commissioni mediche delegate, i cui indizi primari devono risalire al medico di famiglia del richiedente. Qualsiasi esame che possa riconoscere con maggiore probabilità una idoneità psico-fisica del richiedente deve essere benaccetto. Solo così la Licenza troverà giustificazione di rilascio per gli usi previsti: sportivo, venatorio, collezione o difesa in caso di aggressione.
Più facile a dirsi che a farsi. Fintanto che è proprio lo Stato a bandire PER QUESTIONE DI COSTI una simile seria attuazione (proprio) alle ff.oo. non sarà ovviamente possibile applicarla con rigore in altre sedi private.
Infatti, non è che un poliziotto, un carabiniere, un finanziere o un magistrato, sia esente alle patologie che possono minare la sicurezza propria e altrui. Le statistiche sugli omicidi e suicidi non marginano neppure i sopra detti, logicamente. Tuttavia da sempre i tutori dell’ordine cui sopra, eccetto all’assunzione (e con metodi pure discutibili), sono autorizzati a portare l’arma di dotazione senza alcuna rivalutazione fino al pensionamento salvo problematiche “serie” evidenti nell’ambiente di lavoro e non agli esperti, quindi con un pericoloso ritardo. Invece, le attuali visite e riconferme per il singolo privato sono da sempre in vigore, pure riviste nel corso degli anni, ed ora più rigorose. Seppure, a mio parere ancora rivedibili in termini di maggiori e più districati controlli. Ma per tutti.
(Da sottolineare che tali particolari accertamenti devono riguardare lo Stato e non il datore (per esempio per chi il porto d’armi lo usa per mestiere come le Gpg. Infatti i limiti del medico del lavoro (“al soldo” del datore), devono riguardare unicamente problemi inerenti “LA SALUTE SUL LAVORO” salvo precise segnalazioni (provate, motivate e riconducibili al mittente) di evidenti anomalie nel comportamento (possibilità che colma ulteriormente lo spazio tra un rinnovo ed un'altro) che inducono il medico ad esami “non di routine” e maggiormente invasivi. Insomma, non deve essere il datore, servendosi del medico del lavoro, che decide se a tizio o a caio bisogna fare questo o quest’altro esame! Altrimenti torniamo alla “repubblica delle banane”)
Lo Stato si ritrova a volere “botte piena e moglie ubriaca”: vorrebbe obbligare i privati a visite più restrittive, MA SOPRATTUTTO PIÙ COSTOSE: in Italia (facendo riferimento ad una sola categoria), attualmente ci sono oltre 54.000 Gpg obbligate a visite mediche di rilascio e poi periodicamente di rinnovo fino al pensionamento, visite che normalmente (attualmente) costano una media di 60 Euro, ma che se ordinate con altri esami più invasivi fino ad ora non obbligatori: visita psichiatrica, analisi urine, visita per certificazione assenza tossicodipendenza e colloquio psicologico, possono arrivare a circa 160 Euro di ticket (solo rinnovi a carico del datore). Anche se a volte coincidenti, restano i cacciatori, i collezionisti e gli sportivi. Facciamo un poco i conti?...
Soldi ben spesi, siamo tutti d’accordo? Sni!
È proprio lo Stato che non può più di tanto premere il dolente tasto perché dovrebbe adeguare alle medesime regole (giustissime) i propri operatori di sicurezza statale. Colossi a rappresentare “uno sterminio” di aziende di vigilanza privata e simili, e importantissime sigle sindacali di categoria, sarebbero pronte a “smuovere il diavolo a quattro” in caso di una sostanziale differenza tra rilascio e rinnovo di una Licenza d’armi, in termini di visite mediche tra ff.oo e operatori privati e armati. Forse cacciatori & C pure si unirebbero alla protesta! E SONO COMPLETAMENTE D’ACCORDO, DATO CHE LE DIFFERENZE TRA LE FF.OO. E OPERATORI PRIVATI E ARMATI, SONO GIURIDICHE E SICURAMENTE NON FISIOLOGICHE. Il problema deve essere la sicurezza e non i costi, anche perché credo che i nostri beneamati Ministri non farebbero comunque la fame. Anche se, rimanendo pure in tema, gli stessi stanno effettuando “tagli” piuttosto consistenti proprio ai tutori dell’ordine riconosciute dalla stampa nazionale e lamentate dalle sigle sindacali di Polizia. Un avvenimento che fa ulteriormente riflettere.
Fintanto che la questione si aggiusta e tira avanti come ora, dove le Asl cercano di imporre le visite complete probabilmente ORDINATE PIÙ DA UNA QUESTIONE ECONOMICA CHE DI SICUREZZA, mal supportate da regolamenti precisi (le visite complete devono essere motivate) e i detentori di Licenza d’armi risolvono la questione in sedi di Autoscuola con medici militari (abilitati al rilascio e al rinnovo delle licenze in questione), dove i controlli sono… “più snelli”, non c’è speranza.
Quando le ff.oo daranno il buon esempio che una persona è armata con consenso dello Stato previ dovuti e seri accertamenti, a maggiore ragione potrà pretendere ALTRETTANTO da enti o singoli privati.
Concludo con un recente esempio: ultimamente la U.I.T.S. (Unione Italiana Tito a Segno - ente pubblico posto sotto la vigilanza del Ministero dell'Interno) che regola i T.S.N. (Tiro a Segno Nazionali) per il rilasio e rinnovo di Porto D'Armi, cioè che fa le regole per il rilascio e i rinnovi, ha accordato con le Aziende di Vigilanza privata (rappresentate dal colosso Federsicurezza) che le già tre misere lezioni all'anno, di maneggio delle armi, uniche ordinate alle guardie e ripetute fino al pensionamento (utili solo al primo impatto con chi di armi non a dimestichezza, ma assolutamente inutili a livello di sapere adoperare un arma da difesa magari tra la gente per chi lo fa di mestiere - vedi tiro operativo), non dovranno essere ripetute in caso di insufficienza del candidato (cioè una spesa che altrimenti sarebbe aggiuntiva per l'azienda, ma doverosa per la sicurezza e l'incolumità di chi ordina a lavorare armato e sicuramente amortizzabile dal tariffario richiesto ai clienti comprensibile di anche queste spese) e nessun provvedimento verrà preso, salvo alla terza lezione di rinnovo dove la sufficenza è obbligatoria. E tutto questo mentre lo Stato se ne sta a guardare, zitto, perché conscio che il "taglio" di spese sopra accennato, a portato a ridurre drasticamente le esercitazioni nei poligoni dei propri tutori dell'Ordine Statali e che diversamente, operatori privati cadenziati da ferre regole imposte ad aziende possibilitate di permettersi corsi e aggiornamenti professionalmente fruttuosi, potrebbero divenire denigranti motivi di confronto tra Stato e privato in materia di sicurezza (senza nulla togliere al riconoscimento giuridico inteso delle ff.oo. e riconfermando la mera possibilità di ausilo degli altri operatori riconosciuti, detti), in un periodo come questo dove il problema della sicurezza privata è all'apice (vedi ronde). Abassare gli uni (operatori privati), per far parere più alti gli altri (operatori statali). Per rendere credibile quanto scritto in conclusione, ricordo che mediamente in una città e periferia ci sono decine di Gpg (di diverse aziende) che operano giorno e notte in interni ed esterni soprattutto dove si teme più per la criminalità, ordinate da giri e controlli ripetuti e omogenei, verificabili con appositi strumenti (tipo orologi meccanici ed elettronici), contro le "contate all'osso" pattuglie di tutori dell'Ordine per sottocarenza di organico, che sono solitamente allarmate e fatte intervenirte a seguito di riscontro di guardie che con molta più facilità, per statistica, si trovano ad incappare in eventi criminali... anche se l'opinione pubblica è informata diversamente . Di motivi eloquentemente riportabili per cui Operatori di sicurezza privata riconosciuti con Licenza (mi riferisco a guardie e non a "quelli delle ronde"), sono emarginati e voluti come una armata brancaleone dallo Stato per paura di raffronti, ce ne sono a iosa. Quello di una Licenza ottenuta senza i dovuti requisiti tra cui le visite mediche, è uno di questi.
E intanto molti operatori privati frequentano con responsabilità ulteriori e costosi corsi specifici per operatori di sicurezza privati e armati, a proprie spese, sottolineando ancora che tutt'ora le lezioni e gli aggiornamenti OBBLIGATORI sono comunque ordinati nel tempo libero e neppure retribuito, dei dipendenti armati..... C'è da chiedersi se prima di visitare in modo particolare chi detiene un PDA (porto d'armi), c'è il sensato bisogno di fare delle visite mediche particolari a chi regola la materia.
Grazie dell'attenzione. Spero di essere stato utile. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti in merito.
Saluti
Bafometto
virgilearp@hotmail.com