FAMIGLIA VIOLENTA, DEPRESSIONE E LITI SFOCIANO NEL SANGUE
Ma in due casi non sono impiegate le armi da fuoco: (ANSA 28 febbraio 2009) Vite familiari ancora nel segno del dramma. L'escalation della violenza ha toccato i suoi punti più alti in due casi a Roma e uno a Bergamo, due dei quali provocati dalla depressione e da una separazione in corso. E, come accade sempre più spesso, è la figura femminile ad essere oggetto di atti di violenza che finiscono nel sangue.
Scene drammatiche che però possono avere anche protagonisti tutti al femminile, com'é accaduto questa mattina in un'abitazione a Nerola, a pochi chilometri dalla Capitale, dove una donna di 54 anni ha sparato un colpo di pistola contro la figlia venticinquenne che le dormiva accanto e poi si è tolta la vita con la stessa arma (di proprietà del marito e regolarmente denunciata).
La figlia, ricoverata all'ospedale di Monterotondo, è scampata alla morte, presentando solo alcune fratture provocate dal proiettile che in maniera del tutto fortuita non ha leso organi vitali. Stando a una prima ricostruzione del Nucleo investigativo dei carabinieri di Ostia, la mamma avrebbe sofferto di crisi depressive e sarebbe stata in cura presso il Cim di Roma.
Epilogo mortale anche a Curno, nei pressi di Bergamo, dove questa notte un uomo di 74 anni, A.L., da anni sofferente di crisi depressive, ha prima ferito la moglie con un grosso coltello da cucina e poi si è suicidato lanciandosi dalla finestra della sua abitazione. Il dramma, hanno spiegato gli inquirenti, è scoppiato intorno alle 3, quando, nel corso di una lite familiare, il pensionato, in preda a un raptus, ha colpito con un coltello la moglie alla testa. Subito dopo l'uomo é salito al piano superiore della casa, da dove si è lanciato nel vuoto, morendo all'istante. Fortunatamente la donna, I.F. di 67 anni, ha riportato ferite non gravi, tanto che è riuscita a fuggire, trovando scampo a casa di un fratello che vive a poca distanza dalla sua abitazione. Da qui è stata portata in ospedale, dove i medici le hanno applicato alcuni punti di sutura. Da quanto emerso, pare che già in passato l'uomo, che pure si era sottoposto a cure psichiatriche, avesse tentato in più di un'occasione il suicidio.
Infine, ancora a Roma un uomo di 57 anni, G.F., originario della Calabria, nel corso di una lite in strada con la moglie, che aveva avviato un causa di separazione, l'ha prima spintonata e poi, salito in macchina, una vecchia Fiat Tipo, ha accesso il motore e l'ha investita. A questo punto, vedendo che la donna era ancora viva, ha inserito la retromarcia investendola di nuovo. L'uomo è stato arrestato dagli agenti di una Volante della Polizia per tentato omicidio. La donna è stata ricoverata al Policlinico Gemelli con 30 giorni di prognosi per fratture e contusioni varie.