"Tim era un ragazzo gentile"

La gravità dei fatti avvenuti a Stoccarda ha stimolato l'attenzione dei media e dell'opinione pubblica. In rete sono reperibili vari resoconti della strage e tentativi di tracciare un profilo psicologico dell'autore. Ne riportiamo qualcuno in queste pagine.

Da Leggo on-line 12 marzo 2009.
http://www.leggonline.it/articolo.php?id=16235#
Il ragazzo di 17 anni che ha ucciso 15 persone vicino Stoccarda è stato identificato come Tim K. Figlio di un facoltoso uomo d'affari, viene descritto come un ragazzo tranquillo, ma con la passione delle armi. Il giovane si è poi suicidato quando è stato ferito dalla polizia, secondo quanto è stato chiarito dalle autorità. «Ci esercitavamo spesso con pistole ad aria compressa nella cantina del padre. Lui colpiva sempre il bersaglio», ha raccontato un ragazzo di nome Dustin, intervistato dalla rete televisiva N-Tv. «Era tranquillo quando frequentava la scuola e non andava mai alle feste. Aveva amici, ma non molti. Erano interessati a lui solo perché era ricco», ha proseguito Dustin, aggiungendo che Tim «riceveva tutte le cose che voleva». Secondo il quotidiano Die Welt, il ragazzo era un appassionato di ping pong e possedeva numerose pistole ad aria compressa oltre ad una collezione di centinaia di film dell'orrore. Tim condivideva la passione per le armi da fuoco del padre, che ne possiede 15, e ha il porto d'armi. Tutte le pistole erano custodite sotto chiave, salvo una che veniva tenuta nella camera da letto dei genitori. Quest'ultima arma è risultata mancante, assieme ad un centinaio di munizioni, quando la polizia ha perquisito l'abitazione. Padre e figlio frequentavano un poligono di tiro. Il proprietario li descrive come persone gentili, aggiungendo che il ragazzo era di bell'aspetto e non toccava mai una goccia d'alcol.

COSA E' SUCCESSO Un ex alunno di una scuola media superiore nel sud-ovest del Paese ha aperto il fuoco su studenti e insegnanti poi, fuggendo, ha colpito a morte un passante e, alla fine, prima di togliersi la vita durante uno sparatoria con la polizia, ha ucciso altre due persone davanti a un supermercato. Il bilancio di questa lunga scia di sangue è di 16 morti, incluso l'autore del massacro. È stato il più grande massacro che la Germania abbia mai visto dall'aprile del 2002, quando nella cittadina di Erfurt nell'est, un altro ex alunno fece irruzione in una scuola e uccise 17 persone prima di togliersi la vita. La storia, quindi, si è ripetuta, e probabilmente ci vorranno anni prima che il Paese possa dimenticare. L'autore della strage odierna si chiamava Tim Kretschmer, aveva 17 anni e aveva studiato nella scuola che ha preso d' assalto stamani alle 9:30, la Albertville-Realschule di Winnenden, una cittadina di 27.600 abitanti vicino a Stoccarda, nel Baden-Wuerttemberg. Le motivazioni non si conoscono, ma il ragazzo s'era preparato con cura alla carneficina: aveva indossato un'uniforme da combattimento nera, forse ispirandosi a un videogioco, ipotizzano i media tedeschi. La famiglia aveva in casa un vero arsenale: 18 armi da fuoco regolarmente registrate. Non è chiaro se abbia usato una di queste ma, secondo l'agenzia di stampa tedesca Dpa, l'arma della carneficina era una pistola Beretta. Il raptus omicida si è scatenato a poche ore dalla strage di Alabama e le prime parole di cordoglio sono arrivate dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel. «È inimmaginabile che nel giro di pochi secondi siano stati uccisi studenti e insegnanti, è un crimine orribile», ha detto la leader della Grande Coalizione. La Merkel ha inoltre espresso le sue condoglianze alle famiglie delle vittime: «Questo è un giorno di lutto per l'intera Germania», ha detto. Anche il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, ha espresso le sue condoglianze: «Siamo inorriditi e rattristati per la insensata violenza che falciato tante vite umane e ferito e traumatizzato molte altre», ha detto. E il Segretario generale del Consiglio d'Europà, Terry Davis, si è detto «scioccato» dalla notizia: «Non comprendo - ha detto - cosa possa guidare un essere umano a commettere un atto del genere, ma so che dobbiamo fare qualcosa per evitare che possa ripetersi in futuro». Il ragazzo è entrato nella scuola e ha aperto il fuoco, lasciando a terra nove studenti e tre insegnanti. Poi si è dato alla fuga e quando era già fuori dall'edificio ha ucciso il primo passante. Immediata la reazione delle forze dell'ordine che hanno messo in campo circa mille agenti per le ricerche. Gli elicotteri della polizia si sono levati in volo. Le autorità regionali hanno chiuso le altre tre scuole della città ordinando a tutti, allievi e professori, di non uscire dagli edifici. Due cordoni di posti di blocco hanno chiuso Winnenden in una morsa. La fuga del ragazzo è proseguita in auto, sull'autostrada verso Stoccarda, a bordo di una monovolume Volkswagen con a bordo un ostaggio e con cui ha anche forzato un posto di blocco. Abbandonata la vettura e l'ostaggio, l'omicida, seguito da decine di auto della polizia e controllato a vista dagli elicotteri, è arrivato davanti a un supermercato, dove si è completata la tragedia. Ma durante la sparatoria con la polizia ha ucciso altre due persone, prima di togliersi la vita.