Servono più controlli sui detentori di armi o migliorare l'efficacia di quelli esistenti? Una notizia di oggi

Una notizia di agenzia così riporta:
"MILANO, 4 MAG - Regole più severe per il rilascio del porto d'armi, con esami psicologici periodici per i titolari: a rinnovare la richiesta, dopo sei anni, sono i familiari delle vittime delle due stragi di via Carcano a Milano e di Aci Castello (Catania) costate la vita, il 5 e il 2 maggio del 2003, a sette persone per via della
follia omicida di due squilibrati armati. «Sono due stragi - ha ricordato Ilaria Guaraldi, figlia di Stafania, uccisa a Milano dai proiettili esplosi dal balcone di Andrea Calderini - dovute a due persone che, pur essendo mentalmente instabili avevano un regolare porto d'armi e hanno lasciato dietro di loro una lunga scia di
sangue». Da qui l'appello dei familiari delle vittime al Capo dello Stato, al Consiglio dei Ministri e al Parlamento di sostenere il progetto di legge dell'ex senatore dei Verdi Fiorello Cortiana e del vicesindaco di Milano Riccardo De Corato. La loro proposta prevede la costituzione di una commissione composta da più medici per il rilascio del porto d'armi e la revisione periodica dell'autorizzazione dietro mirati esami psichiatrici. Inoltre le nuove norme introdurrebbero anche la possibilità che la Questura ritiri il porto d'armi in seguito alle segnalazioni del vicinato. Il presidente del consiglio comunale di
Milano, Manfredi Palmeri, che ha ospitato in municipio i familiari delle vittime, ha assicurato il suo personale impegno a far approvare una mozione che inviti i parlamentari eletti a Milano e in Lombardia a sostenere questa proposta di legge".

Non è stato finora possibile approfondire la notizia e le specifiche proposte per cui è prematuro un commento sul merito della proposta. Auspichiamo però che qualsiasi riforma delle procedure non trascuri i dati provenienti dalla ricerca scientifica che fino ad oggi sono stati generalmente trascurati. Il problema della prevenzione del rischio di abuso di armi non è una questione risolvibile rendendo più complesse le procedure di valutazione di routine ma rendendo più efficaci quelle attualmente impiegate.