Sicurezza

LA PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI CON ARMI
Il rischio legato alle armi da fuoco legali comprende anche gli incidenti, compresi quelli di cui possono essere vittime i minori in caso di omessa custodia. La corretta istruzione dei tiratori è un presupporto essenziale per un maneggio sicuro delle armi.
Riportiamo qui il link a una delle varie guide alla sicurezza che sono disponibili in rete.

Iniziamo a dedicare spazio in questo sito anche agli incidenti con armi di cui sono vittime i minori. Presentiamo qui un primo sintetico riassunto della situazione. Sarà in seguito presentata una scheda di consigli pratici per medici, insegnanti e famiglie.

RISCHIO ARMI NEI BAMBINI E NEGLI ADOLESCENTI
Di Valeria Pirro

Nel 2000 negli Stati Uniti 3.913 giovani ragazzi tra i 10 e i 19 anni sono morti per lesioni volontarie con armi da fuoco (Miniño, 2002) e nel 2002 risultavano 920 morti e 3758 feriti da arma da fuoco tra i bambini di 5 e 16 anni (CDPC,2002). Stime recenti indicano che in un terzo delle case americane con bambini vi sia almeno una pistola e che almeno la metà di queste non sia conservata nel modo corretto. Uno studio (Miller, 2002) mostra che negli Stati americani in cui le armi sono più diffuse si registra un numero sensibilmente maggiore di decessi per ferite da armi da fuoco tra i 5 e 14 anni per suicidi, omicidi e incidenti.
Nonostante sia illegale per i ragazzi sotto i 18 anni possedere armi, una ricerca (Sorenson, 1999) mostra come è più probabile che essi la utilizzino, rispetto agli adulti, per commettere omicidi o suicidi; anche se rimane ancora da indagare la fonte dalla quale provengano le pistole utilizzate in questi casi di ferite mortali (Sorenson, 2004).
Il suicidio negli U.S.A è la terza principale causa di morte tra giovani sotto i 19 anni e le armi sono implicate nel 65% delle morti in questa fascia di età (Zavoski,1995; CDCP,1995).
Una ricerca (Grossman,1999) riporta che nel 65% dei casi di suicidio e tentato suicidio negli adolescenti l'arma da fuoco utilizzata era proprietà di un membro della famiglia, così come nel 23% delle ferite e delle morti non intenzionali. Da questo studio risulta che più del 75% delle pistole utilizzate provenivano dall'abitazione della vittima, di un parente o di un amico. Gli autori caldeggiano una conservazione sicura delle armi da fuoco come strategia per ridurre gli incidenti con armi tra bambini. Un altro studio (Grossman, 2005) ha mostrato come le principali pratiche di detenzione consigliate come tenere le armi chiuse a chiave, scariche, con le munizioni sottochiave e separate dalle armi stesse abbiano un effetto protettivo rispetto ad incidenti e tentati suicidi tra i giovani che abitano in case ove siano detenute armi.
Diverse ricerche si sono occupate di studiare il comportamento dei bambini di fronte alle armi da fuoco e le convinzioni dei genitori in merito. Un esperimento sul comportamento dei ragazzi da 8 a 12 anni di fronte ad una pistola vera (Jackman, 2001) mostra che diversi di loro la maneggiano o premono addirittura il grilletto se non sono sotto il diretto controllo di un adulto. Un lavoro sulle credenze genitoriali (Connor, 2003) a proposito del comportamento di bambini e adolescenti tra i 5 e i 15 anni quando trovano una pistola mostra che circa l'87% degli interrogati crede che i propri figli non toccherebbero le pistole trovate, considerandoli troppo intelligenti per farlo. Soltanto il 40% basa le proprie credenze su istruzioni specifiche fornite ai propri figli.
Uno studio di Himle (2004) paragona due diverse procedure di allenamento di abilità per prevenire giochi mortali con armi nei bambini. L'Eddie Eagle Gun Safe Program insegna ai bambini a “fermarsi, non toccare, allontanarsi dalla zona e chiamare un adulto” ( “Stop. Don't touch. Leave the area. Tell an adult.”) qualora trovino un’arma e risulta il metodo più largamente riconosciuto e utilizzato secondo la National Rifle Association. Altri studiosi propongono invece una metodologia di prevenzione basata su strategie di apprendimento attive. Quest'ultimo metodo è risultato più efficace nell'insegnamento delle abilità ma ancora fallimentare per quanto riguarda l'utilizzo delle stesse al di fuori delle situazioni di laboratorio.

In Italia il fenomeno ha proporzioni completamente diverse rispetto agli Stati Uniti.
Nel 2002 le statistiche sanitarie nazionali (Cause di morte ISTAT) riportavano 38 casi di giovani tra 0 e 19 anni morti o feriti con armi da fuoco, così suddivisi:
- suicidi e autolesioni con armi 18,3% dei suicidi totali (15 casi su 82), terza modalità suicidaria dopo l'impiccagione e la precipitazione
- omicidi e lesioni provocate intenzionalmente da altri con armi 27,5% sul totale (11 casi su 40)
- lesioni con armi non specificate se accadute o provocate intenzionalmente 9,1% sul totale (2 casi su 22)
Nel nostro Paese la legge impone ai detentori di un'arma la sua custodia che “deve essere assicurata con diligenza nell'interesse della sicurezza pubblica...”e “chi esercita professionalmente attività in materia di armi o di esplosivo o è autorizzato alla raccolta o collezione di armi deve adottare e mantenere efficienti misure antifurto secondo le modalità prescritte dall'autorità di pubblica sicurezza” (art.20, c 1, del Tulps). L'omessa custodia è sanzionabile penalmente dall'art. 20 bis del Tulps che punisce le seguenti ipotesi:
• consegna di armi e munizioni a minori, persone anche parzialmente incapaci, tossicodipendenti e persone impedite al maneggio (c.1, arresto fino a due anni)
• mancata adozione delle necessarie cautele atte a impedire che le suddette persone si impossessino agevolmente di armi e munizioni (c.2, arresto fino ad un anno oppure ammenda fino a 2 milioni di lire).
A proposito di “diligente custodia” esistono sentenze della Corte di Cassazione. Ad esempio, la custodia è diligente nel caso in cui l'arma sia riposta in un armadio chiuso a chiave e la chiave stessa sia nascosta in un luogo noto solo al proprietario dell'arma (cfr: Cass. Pen., sez. I, n. 10810/1995). Il livello di diligenza poi deve essere massimo in presenza di bambini che possano venire in contatto con le armi detenute. È stata ad esempio confermata la condanna per omessa custodia in un caso in cui le armi erano conservate in una parte della casa frequentata da tutti i familiari, bambini compresi, all'interno di un armadio con ante di vetro e chiave posta sopra allo stesso, poiché secondo i giudici per un bambino la vista di un'arma facilmente accessibile costituisce un'attrattiva irrefrenabile (cfr: Cass. Pen., n. 5435/2005).

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